Allattamento prolungato è il termine comunemente usato per parlare dell’allattamento del bimbo oltre l’anno. Il termine “prolungato” non è però del tutto corretto… prolungato rispetto a cosa? 

Ogni specie ha i suoi tempi di allattamento, si va dai pochi giorni dei topolini agli anni dei primati e come avremo modo di scoprire in questo articolo in realtà la natura e la fisiologia del cucciolo d’uomo presupporrebbe anni di allattamento e non mesi.

Allattare a lungo per i bisogni del bambino

Allattare oltre i primi mesi non è una cosa scontata nella nostra società e spesso le mamme già dopo pochi mesi si sentono dire “Ma allatti ancora?”. Non desta sconcerto un bimbo che prende il ciuccio a 3 anni ma uno allattato alla stessa età solleva perplessità. Stupore, curiosità ma anche disapprovazione, eppure il bisogno è lo stesso!

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Le resistenze culturali possono stressare notevolmente sia mamma che bambino.

La natura da migliaia di anni ha perfezionato il bisogno di suzione del bambino per rispondere a tanti bisogni del bambino, dal mangiare/bere, alla rassicurazione/conforto, senza dimenticare il sostegno allo sviluppo psico-fisico del bambino.

L’allattamento prolungato e la prevenzione delle malattie

Il latte della mamma nel secondo anno  “concentra” i fattori protettivi per sostenere il sistema immunitario di un bambino che comincia la scoperta del mondo ed entra in relazione con sempre più persone. L’allattamento è un processo biologico in costante evoluzione, adattamento e cambiamento in relazione alla vita e l’ambiente in cui cresce quello specifico bambino.

Non desta sconcerto un bimbo che prende il ciuccio a 3 anni ma uno allattato alla stessa età solleva perplessità.

È un peccato che i nostri tassi di allattamento dopo i primi mesi abbiano una caduta verticale perché i benefici dell’allattamento spesso sono dose-relativi, ovvero più a lungo si allatta maggiore è la protezione per la malattia in questione, non solo per il bambino ma anche per la madre.

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Fino ai 6 mesi di età l’OMS raccomanda l’allattamento esclusivo.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di allattare sei mesi in modo esclusivo e due anni ed oltre fino a che mamma e bambino lo desiderano.

Ogni anno di allattamento è positivamente correlato ad una riduzione dell’insorgenza del tumore alla mammella del 4,2 %. Una donna che allatta tre figli per circa 4 anni l’uno vede ridotto il rischio di otre il 50%!

Anche per il bambino i benefici a medio e lungo termine sono notevoli, un recente studio offre indicazioni che dal 14 al 19% delle leucemie infantili possa essere prevenuto grazie all’allattamento per almeno 6 mesi e oltre. Le evidenze circa la prevenzione dei linfomi infantili sono eterogenee, mentre, poiché l’allattamento è protettivo contro l’obesità in età adulta, è probabile che il bambino allattato abbia un rischio inferiore di tumori associati all’obesità, come i tumori del pancreas, dell’esofago e del rene. 

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda di allattare sei mesi in modo esclusivo e due anni ed oltre fino a che mamma e bambino lo desiderano.

Allattamento prolungato: un problema culturale?

Ma come si sente una mamma da allattare un bimbo grandicello in una cultura come la nostra? Riceve sicuramente poco sostegno e spesso le vengono insinuati molti dubbi circa la salubrità del gesto che sta compiendo.

Spesso le viene prospettato un bambino che non si staccherà mai da lei, mammone ed insicuro. Altre volte viene accusata di essere lei a non voler “lasciare andare il bambino”, accusandola di egoismo e di non permettere al bambino di spiccare il volo, oppure, che questo comportamento renderà più difficile al bambino l’inserimento al nido o dormire tutta la notte…

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Nulla di più errato, tanto che il Ministero della Sanità ha dovuto emanare dei documenti diretti ai care giver come medici, educatrici di nido, psicologhe, spiegando che il pregiudizio riguardo l’allattamento del bimbo grande è totalmente infondato e non vi è nessuna evidenza scientifica che questo gesto possa nuocere in qualche modo allo sviluppo cognitivo-affettivo-relazionale-sociale del bambino e della sua mamma, anzi.

Come gestire l’allattamento prolungato

Altre volte è la madre stessa a provare sentimenti ambivalenti verso l’allattamento del “toddler”, certamente sentirsi una mosca bianca non aiuta e proprio per questo si organizzano incontri di gruppo dedicati a questo tema. Man mano che il bambino cresce è emozionante sentire dalle sue parole quanto gli piaccia poppare o che sapore ha il latte delle mamma!

Allo stesso tempo a volte si può sentire la necessità di mettere dei limiti (a volte i bimbi grandicelli poppano più dei neonati, specialmente se si annoiano) o di cambiare alcune modalità (per esempio può essere molto fastidioso quando il bambino tocca l’altro capezzolo).

I gruppi d’incontro o una consulenza con la Consulente allattamento IBCLC può aiutare la madre a vivere più serenamente l’allattamento che essendo una danza a due richiede che entrambi i componenti si sentano a loro agio.

Allattamento prolungato e falsi miti

Ci sono poi una serie di falsi miti che giungono alle mamme confondendole e inducendole a pensare che allattare le sfibri o sia faticoso. In realtà crescere un bambino è faticoso e allattarlo solitamente permette di stancarsi meno, avere un’arma per gestire i capricci, tranquillizzare un bimbo agitato ed aiutare a guarire prima un bimbo malato (quando non ad evitargli proprio di ammalarsi!).

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Sono moltissimi i falsi miti legati all’allattamento prolungato

C’è chi dice che proprio usare il seno per ogni cosa non permetta al bambino di imparare ad auto consolarsi o porti ad iper nutrizione… non è vero! Perché la natura avrebbe fatto sì che la suzione calmasse, rassicurasse, addormentasse se questo fosse negativo per il bambino?  I detrattori dell’allattamento forse non sanno che nel latte materno vi sono sostanze che aiutano il bambino a rilassarsi, che a seconda delle modalità di suzione cambia anche quantità e composizione del latte.

Non stiamo tappando la bocca al bambino o inducendo a un rapporto alterato con il cibo… Perché se quel latte/seno calma e rassicura è perché è attaccato ad una mamma che nel frattempo guarda, abbraccia, sorride!

Anche troppe restrizioni alla madre che allatta inducono a pensare che non valga la pena allattare: si dice alla mamma che non può tingersi i capelli, fare una bella corsa, fare una dieta (se l’allattamento non l’ha già aiutata a recuperare il peso forma), curarsi se si ammala e nemmeno bere una birra con la pizza! Tutto falso per fortuna 🙂

se quel latte/seno calma e rassicura è perché è attaccato ad una mamma che nel frattempo guarda, abbraccia, sorride!

Come rispondere alle critiche

Un aspetto fastidioso e che bisogna imparare presto a gestire sono le critiche dei famigliari ma anche di perfetti sconosciuti. Come rispondere alle critiche, come proteggere se stesse, il bambino e l’allattamento?

Ogni donna troverà la sua strategia, chi sorridendo declinerà i consigli, chi farà una battuta, chi cercherà di spiegare le proprie ragioni. Ecco alcune risposte pronte in caso di osservazioni non gradite:

“Me lo consiglia il mio pediatra” di solito è sufficiente a rassicurare una nonna. 

Ma il latte è diventato acqua! – “No credo sia succo di frutta … gli piace così tanto!”

Ma quando pensi di smettere? – “Non lo so, ci piace tanto!/Credo fino all’università?/Penso che sia una scelta personale cui non ti devo rendere conto” e così via …

Un fattore importante è proteggere il bambino da critiche tipo “Ma non ti vergogni a poppare ancora?” “Ma i bambini grandi non poppano mica!”. Si può parlare direttamente con la persona che elargisce queste frasi ma anche rassicurare il bambino che a voi va bene così! 

Quando interrompere l’allattamento

Quando finisce l’allattamento? Può essere una necessità della madre (ma spesso mantenere qualche breve poppata alla madre non costa molto ed è un dono importante per il bambino) o può avvenire naturalmente.

Allattare a termine significa attendere che il bambino non ne dimostri più la necessità. Questo può avvenire ad età diverse a seconda di diversi fattori (uso del ciuccio, uso del seno solo per mangiare o anche per coccola, addormentamento, rassicurazione, sostegno del partner…).

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Sarete tu e il tuo bambino a decidere quando è ora di smettere l’allattamento!

In generale gli antropologi sostengono che l’età del termine dell’allattamento fisiologicamente si attesti sui 4-6 anni o poco oltre. È interessante notare come verso questa età cadano i cosiddetti  “denti da latte”, contemporaneamente il corpo del bambino smetta di produrre l’enzima lattasi che serve a scindere e digerire gli zuccheri del latte e magicamente il bisogno di poppare, che già si era affievolito negli ultimi anni, scompaia definitivamente. 

Allattare a termine significa attendere che il bambino non ne dimostri più la necessità.

Concludiamo dicendo che state facendo un grande dono a voi stesse ed ai vostri bambini anche se la società attorno a voi non se ne rende conto e non vi gratifica questi anni resteranno impressi nella vostra memoria e nei vostri cuori come qualcosa di prezioso!

Valentina Gaggiato
Autore

Sono mamma di tre ragazzi: Gabriel, Gioele e Nina. Mi occupo di allattamento perché… non ho allattato il mio primo figlio nonostante lo desiderassi moltissimo. Non ho ricevuto sostegno e aiuto competente, ho allattato tre mesi con l’aggiunta e poi ho smesso. L’allattamento sereno e per lungo tempo degli altri figli mi ha immerso in un mondo nuovo e sono rimasta affascinata da come l’allattamento sia molto più che nutrire, di come potenzi le competenze genitoriali ed aiuti i bimbi ad esprimere tutto il loro potenziale psico-fisico-sociale. Per questo sono a disposizione per aiutare, ascoltare e comprendere ogni donna che desideri allattare (ma anche per quelle che consapevolmente decidono di ridurre o smettere). Sono consulente allattamento dal 2006 e nel 2009 mi certifico come IBCLC, da oltre 15 anni conduco corsi su allattamento, introduzione cibi complementari, sonno, ecc. modero gruppi di sostegno, formo mamme alla pari e operatori sanitari, sono docente del corso di formazione “Farmacia Amica dell’allattamento” del Melograno

4 Commenti

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    Alessandra Donato Rispondi

    Che articolo stupendo! Allattare il mio bimbo oltre il terzo compleanno, con anche l’arrivo della sorellina, mi aveva fatto nascere sentimenti contrastanti, quasi come se fossi costretta ad allontanare il primo dal seno. Queste parole mi hanno molto rassicurata, sono in pace con il mio istinto e ho le risposte giuste per chi si intromette e giudica.

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    Amo sempre leggere nuovamente queste nozioni che conosco e condivido, mi stanno già chiedendo quando smetterò di allattare e mi fanno domande del tipo: “ non sarai mica una di quelle che vuole allattare dopo l’anno”. “Allattare a lungo è un segno di evidente egoismo della madre che non lascia andare”. Prometto che me ne fregherò e che mia figlia (povero amore ha sei mesi!) mangerà l’unico latte in natura esistente per lei fintanto che entrambe ne saremo felici!

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    Angelica Carpanese Rispondi

    Articolo stupendo!!! Allatto con gioia mia figlia di 9 mesi che si coccola, si rilassa, si nutre, si addormenta, si disseta, si sente capita e tutto con la tetta. Continuerò a farlo fin quando vorrà. Quando aveva appena 6 mesi, la stavo allattando in un parco e una conoscente passa e mi fa “ma, allatti ancora?!” e io “beh, direi! Ho appena cominciato!”. Ma io sono molto fuori tendenza dato che tengo Isabella senza pannolino dall’età di 3 mesi (praticando ec) e la allatto anche dieci volte al giorno se mi chiede senza preoccuparmi se non mangia molto quello che le metto nel piatto. Basta cambiare modo di vedere le cose e allora tutto cambia .. In meglio?

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      Sara Mandalà Rispondi

      Grazie di averci raccontato la tua bellissima esperienza Angelica! È vero alle volte è solo questione di cambiare prospettiva e metterci dalla parte dei bisogni dei nostri bambini piuttosto che dei giudizi degli sconosciuti. La tua bimba te ne sarà grata per sempre 🙂

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