E’ arrivata! Finalmente hai tra le mani la tua fascia nuova, appena lavata e pronta per avvolgere te e il tuo piccolo in un morbido abbraccio. Piena di emozione provi la prima legatura, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate nella confezione e… il tuo bambino comincia a piangere!

Ma perché un bambino piange nella fascia? Nelle foto i bambini portati sono sempre felici e sorridenti, oppure dormono beati. Possibile che proprio a tuo figlio non piaccia stare in fascia? Prima di scoraggiarti ti suggerisco di continuare con la lettura… molto probabilmente il tuo bambino, piangendo, vuole comunicarti qualcosa di diverso da “non mi piace stare nella fascia”. Una buona notizia, no? 🙂

Cerchiamo ora di metterci nei suoi panni. Forse…

…ha troppo caldo?

Spesso tendiamo a vestire troppo i bambini, soprattutto quando sono molto piccoli. Ricorda però che nella fascia i vostri corpi sono vicinissimi: una temperatura di circa 35°… se ci aggiungiamo dei vestiti troppo pesanti rischiamo di “lessarli”! In linea di massima d’estate va benissimo un body a canottiera, in inverno se siamo dentro casa una tutina di cotone leggero, se usciamo una tutina di ciniglia. Una buona regola è “se ho caldo io, ha caldo lui”.

…ha fame?

Quando si tiene un bambino cuore a cuore… inevitabilmente è anche all’altezza del seno, e questo spesso scatena un certo languorino 😉 Ma anche un bambino più grande può avere fame o sete, accertiamocene prima di metterlo in fascia.

…deve essere cambiato?

Non è certo piacevole starsene avvolti stretti stretti, quando si ha il pannolino pieno di pipì! Prima di iniziare con le legature accertati che il pannolino sia stato cambiato da poco (leggi la nostra guida “Ogni quanto si cambia il pannolino?”)

…è stanco?

Ogni bambino ha la sua modalità di addormentamento: alcuni faticano a cedere alla stanchezza e si “ribellano” sempre un pochino prima di lasciarsi andare al sonno, che siano in braccio, nel lettino, nell’ovetto… probabilmente in fascia non sarà diverso. Se è vero che di solito la fascia ha un effetto soporifero, è pur vero che questo a volte non è immediato, non succede sempre o con tutti i bambini

…è disturbato?

Se ha male al pancino, gli sta spuntando un dentino o ha qualche altro fastidio, probabilmente non sarà in vena di provare la nuova fascia

…si sente poco sicuro?

Il più tipico errore che si compie quando si lega una fascia per la prima volta è di non stingerla abbastanza: se i lembi sono troppo morbidi lui non si sentirà ben sorretto e stabile.

Come capire se la fascia è stretta al punto giusto? Piegati in avanti: il tuo bambino deve rimanere “incollato” a te, non devi sentire il suo corpo che si stacca dal tuo e non devi avere l’esigenza di tenerlo con le braccia.

…tasta i suoi limiti?

A volte si ha l’impressione che i bimbi in fascia cerchino di spingersi via e allontanarsi, ma proviamo a vederla in un altro modo. E se il piccolo stesse solo facendo quello che faceva nel pancione? Ricordi quando sentivi le sue manine spingere delicatamente per tastare i limiti del suo spazio? Probabilmente ora sta facendo lo stesso 🙂

…è il momento sbagliato?

Cosa stava facendo il tuo bambino prima di essere messo nella fascia? Stava gattonando alla scoperta di nuovi angoli della casa? Era intento ad osservare il gatto? Si stava ciucciando il suo giocattolo preferito? Piangendo forse ti comunica che non gradiva essere disturbato. Probabilmente in questo momento non gli va di stare buono e accoccolato nella fascia e preferirebbe ritornare a fare quel che stava facendo. Non sottovalutiamo mai i nostri bimbi: sono piccoli ma hanno da subito una loro volontà 😉

Finora abbiamo preso in considerazione il bambino, ma veniamo alla mamma e al papà. Forse…

…siete tanto agitati?

Le prime volte che si mette un bambino nella fascia si è comprensibilmente agitati: ho fatto bene la legatura? E se mi scivola? E se lo soffoco? Gli piacerà? Il bambino è a strettissimo contatto con noi e ciò significa che non possiamo nascondergli nulla! Si accorgerà della nostra tensione (anche a livello muscolare) e si preoccuperà a sua volta: i piccoli interpretano le situazioni basandosi sulle reazioni della mamma e del papà. Mamma o papà sono agitati? Forse c’è qualcosa di cui preoccuparsi!

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…ti senti soffocare?

Noi genitori di oggi veniamo da una cultura a basso contatto: probabilmente siamo stati lasciati piangere nei nostri lettini perché dovevamo abituarci ad essere indipendenti da subito e “far polmoni”, tenuti poco in braccio per paura di viziarci, allattati al seno il minimo indispensabile… tutto questo in buona fede, si pensava che fosse il meglio per noi. Ma di fatto non siamo abituati ad una vicinanza così stretta con un’altra persona: razionalmente sappiamo che fa bene a noi e ai nostri figli, ma le prime volte può essere difficile da sostenere. Quanto difficile e sopportabile dipende dal percorso di ognuno di noi. Di solito dopo qualche prova ci si rasserena, ma a volte capita che portare il proprio bambino a stretto contatto con la fascia sia davvero insostenibile: probabilmente ci smuove dentro qualcosa di troppo grande. Niente paura, non è indispensabile usare la fascia… le braccia sono il primo supporto che la natura ci ha messo a disposizione per portare il nostro bambino 🙂

…tu e il tuo bambino state forse sperimentando un momento difficile?

Non è sempre così automatico e immediato entrare in connessione con il proprio figlio: a volte una gravidanza o un parto difficili, una nascita prematura oppure una separazione subito dopo il parto possono rendere complicato “ingranare”. È normale e non si è cattivi genitori per questo! Succede perché spesso ci portiamo dentro un groviglio di emozioni inespresse, sensi di colpa, di inadeguatezza, aspettative… la fascia può essere un potente strumento per recuperare, ma è importante non forzarsi e non forzare i tempi.

… hai mal di schiena?

È normalissimo fare degli errori tecnici le prime volte che si mettono i propri bambini nella fascia. Di solito si presta moltissima attenzione alla posizione e al benessere del piccolo, molta meno al comfort del portatore: questo spesso si traduce in mal di schiena, tensione al collo… insomma, fastidio. Non sottovalutarlo! Può provocarti un’eccessiva tensione muscolare, che il tuo bambino avverte e “traduce” in preoccupazione (= pianto)

…il bambino è troppo pesante?

Non esistono bambini troppo pensanti per essere portati, ma supporti o legature sbagliate. Un esempio classico? La fascia elastica! Sponsorizzata dai produttori come adatta per tutto il percorso portato, in realtà regge al massimo (se di ottima fattura) 6-7 kg. E poi? Poi il tessuto cede sempre più, il bambino va a finire sempre più in basso e al portatore viene mal di schiena!

I Rimedi

Bene, abbiamo visto che i motivi per cui un bambino può piangere in fascia sono avvero molti… ma c’è una buona notizia: nella maggior parte dei casi la soluzione è a portata di mano!

Ecco qualche consiglio:

  • Innanzitutto non desistere subito. Non tirare fuori il tuo bimbo dalla fascia al primo segnale di nervosismo o al primo accenno di pianto. È difficile lo so, sembra di forzarlo a far qualcosa che non gli piace, viene il dubbio di averlo messo male… ma dagli e datti tempo. E ricorda quanto hai appena letto qui sopra! Il più delle volte si tratta di un piagnucolio più che di un vero pianto (“Mamma, ma che stai facendo? Papà perché ti sento così nervoso? Mi devo preoccupare?”) quindi ti consiglio di finire la legatura e aspettare che si calmi. Di solito basta pochissimo.
  • Chi si ferma è perduto! Questo deve diventare il tuo mantra: un ottimo metodo per tranquillizzare il piccolo (e anche il portatore) è passeggiare e canticchiare. Questi due semplici accorgimenti rilassano lui, ma anche te! E se tu ti rilassi… beh, l’abbiamo già detto prima!
  • Non metterlo in fascia se non ti va. Perché diciamolo, non sempre ci va di tenere addosso i nostri bambini. La “fregatura” è che loro lo percepiscono e si comportano di conseguenza. Lo so… c’è da pulire il pavimento, hai poco tempo e lui vuole solo stare in braccio. L’unica soluzione sembra essere “santa fascia”, anche se sei stanchissima, non sei dell’umore adatto e preferiresti che lui se ne stesse a giocare per conto suo. Spiegaglielo: i bambini capiscono molto più di quel che crediamo.
  •  Se mettere il tuo bambino in fascia la prima volta ti crea davvero tanta agitazione, usare una bambola o un peluche per familiarizzare con la tecnica può allentare un po’ la tensione.
  •  Non abbatterti se le prime volte il tuo bambino sembra non gradire. Forse avete solo bisogno di prendere confidenza con il supporto. Quindi non desistere e cerca di usarlo un pochino tutti i giorni, vedrai che andrà sempre meglio.
  • Rispetta i tempi e le esigenze del tuo bambino: se è impegnato in qualche altra attività evita di troncarla a metà per metterlo in fascia… è comprensibile che si arrabbi!
  • Corri ai ripari prima che la situazione degeneri. Non è indispensabile finire la legatura a tempo record. Se il tuo bimbo comincia a dare segni di fastidio puoi camminare o canticchiare mentre leghi, ma puoi anche lasciare la legatura a metà (tenendolo ovviamente con le braccia) e saltellare, fargli vedere la sua immagine allo specchio, porgergli il suo giocattolo preferito…insomma, non aspettare che sia davvero arrabbiato prima di intervenire.
  • Scegli la legatura giusta. Portare è un percorso che segue la crescita e i bisogni del bambino: se per un neonato l’ideale è una legatura davanti a tre strati, per un bambino di 4-5 mesi può essere frustrante, perché a quell’età lui vuole guardarsi attorno, quindi sarà da preferire il fianco, posizione che gli permette di stare accoccolato ma allo stesso tempo di vedere il mondo. Un bambino più grande starà benissimo sulla schiena, ma se sta iniziando a gattonare/camminare può essere che abbia voglia di andare continuamente su e giù… in questo caso una legatura preannodata sul fianco sarà perfetta per i saliscendi.
  • Controlla che il bambino sia posizionato bene: è indispensabile che le sue gambine assumano la posizione divaricata-seduta (formando una “M”) in modo da scaricare il peso in maniera corretta e che la schiena sia sostenuta nella sua naturale curvatura. È altrettanto importante però…

    – che il piccolo riesca a muovere le gambette: la stoffa deve andare da ginocchio a ginocchio, non coprire i polpacci

    – che gli orli non siano troppo stretti: devi riuscire ad infilare un dito tra la stoffa e il tuo bambino

    – che non ci siano punti di pressione sul suo corpo (nodi o twist sulla schiena)

  • Metti il tuo bambino nella fascia in diversi momenti della giornata. Alcuni bambini starebbero in fascia per ore e ore, altri bambini amano starci per il pisolino, altri ancora solo durante le passeggiate all’aperto… dipende dall’età ma anche dal temperamento. Non ti resta che provare le varie possibilità per capire qual è il giusto tempo per voi
Autore

Sono laureata in Psicologia con una formazione specifica nella psicologia perinatale, di cui mi occupo da diversi anni. Sono istruttrice certificata Portare i Piccoli®. Sono moglie di Luca e mamma di Lorenzo, Alessandro e Davide, felicemente portati. Tengo incontri informativi, corsi e consulenze sul portare in provincia di Treviso. Mi puoi scrivere a federicacarrer.pip@gmail.com

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